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  • Radicali liberi: Metalli pesanti e radicali liberi

    I metalli pesanti, definiti anche tossici, corrispondono ad una serie di sostanze che tutti sono in grado di individuare, come ad esempio il piombo, l'alluminio o il mercurio. Le sostanze appena citate hanno la facoltà di interagire direttamente con il nostro organismo, in quanto la loro struttura è decisamente più complessa di quanto non lo sia l'organizzazione cellulare umana: questo fattore permette di conseguenza ai metalli pesanti di attaccare i neuroni ed il sistema nervoso in generale, ma anche la placenta che di norma funge da protezione nei confronti del feto.

    Lo stato d'intossicazione che deriva dall'assorbimento dei metalli tossici costituisce il punto di partenza ideale affinché i radicali liberi possano riprodursi e prevaricare sul normale funzionamento del sistema. A questo scopo può essere utile sapere che l'avvelenamento conseguente all'esposizione a queste sostanze si suddivide in due tipologie: l'avvelenamento acuto e l'avvelenamento cronico. Quest'ultimo, come il termine stesso lo definisce, insorge in seguito ad un'esposizione regolare ai metalli pesanti, i quali rilasciano quantità di sostanze tossiche non letali ma comunque riconducibili a gravi patologie neurologiche.

    I minerali equivalgono allo strumento che l'organismo sfrutta in propria difesa, ma anch'essi, se regolarmente esposti ai metalli tossici, tendono a subire mutazioni che le cellule non in grado di assorbire. Per evitare questo risultato sono stati introdotti alcuni semplici test miranti al monitoraggio periodico delle sostanze tossiche presenti nel sangue. Ad un esaurimento dei minerali infatti corrisponde una proliferazione vertiginosa dei radicali liberi, e proprio per questa ragione risulta doveroso citare il d-ROM test, ossia un prelievo di sangue capillare che permette di stabilire l'effettiva concentrazione di radicali liberi. Nonostante la resistenza dei metalli pesanti, anche in questo caso la soluzione migliore è riconducibile in un'alimentazione che abbia il potere di disintossicare l'organismo. Nello specifico, le sostanze più idonee a questo scopo sono proprio gli amminoacidi, la cui capacità di legare i minerali all'organismo è superiore rispetto a quella di qualsiasi altra sostanza. La terapia chelante è perciò il metodo più efficace del quale disponiamo al fine di primeggiare sui metalli pesanti.


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